L’evoluzione del corriere secondo Amazon

Pubblicato il 4 Dicembre 2013 · Categoria IT News

Il corriere del prossimo futuro manda ai box il furgone e trasloca i pacchi sui droni, futuri padroni dei cieli e delle spedizioni di Amazon. La società di Seattle ha presentato ufficialmente il progetto Prime Air, che prevede appunto l’utilizzo di quadricotteri per consegnare pacchetti di peso inferiore o pari a 2,3 Kg entro un raggio di dieci miglia recapitando gli oggetti trenta minuti dopo l’acquisto online.

“Sembra fantascienza ma tra qualche tempo vedere i velivoli di Prime Air sorvolare i cieli sarà normale”, ha spiegato un raggiante Jeff Bezos nel corso di un’intervista rilasciata alla CBS. Il boss di Amazon ha affermato che la società ha messo a punto la tecnologia e sarebbe pronta a far decollare i droni già oggi, ma bisognerà attendere ancora un po’ prima delle consegne a mezzo aereo.
La volontà di migliorare l’efficienza si scontra con i tempi necessari per le autorizzazioni all’utilizzo di droni per uso civile-aziendale, che dovrà avere l’ok della Federal Aviation Administration. L’ente americano è alle prese con tantissime aziende, vogliose di testare i vantaggi dei velivoli privi di pilota, ma al momento ha concesso l’utilizzo di circa 1.400 dispositivi limitati però all’ambito militare e governativo.

Le più recenti previsioni indicano nel 2015 l’apertura dello spazio aereo USA a tutti i tipi di droni, mentre l’Europa dovrebbe seguire l’esempio entro il 2016, anche se il tema è pieno di spine. Sul fronte di guerra ci sono già le associazioni per la difesa della privacy, preoccupate dalla quantità e dai possibili usi delle immagini che i droni otterrebbero durante il volo.

Tornando al caso Amazon, inoltre, i velivoli gialloneri di Prime Air sono facilmente riconoscibili e attirerebbero sicuramente l’attenzione delle persone, inclusi i malintenzionati che potrebbero puntare ad affossare il drone per impossessarsi del materiale contenuto nel pacchetto. Motivi che hanno costretto lo stesso Bezos ad ammettere che ci vorrà ancora qualche anno prima di avviare le prime spedizioni aeree, che sono già attive in Cina e tra poco in Australia, dove la legge consente l’uso di droni per motivi commerciali.

Tratto da: Punto Informatico