Supercomputer, gli USA tornano in vetta

Pubblicato il 22 Giugno 2012 · Categoria IT News

La nuova classifica dei supercomputer più super del mondo incorona un sistema statunitense da oltre 16 petaFLOPS. Il supercalcolo è il regno incontrastato di Linux, ma anche dei processori Intel (Xeon).

 Dopo la breve parentesi cinese e il glorioso interregno del Sol Levante, l’ultima classifica Top500 torna a incoronare un sistema statunitense come il supercomputer più potente esistente al mondo. Il nuovo super-sistema si chiama Sequoia, arriva da lontano ed è realizzato da IBM. Neanche a dirlo, fa girare Linux.
Sequoia è basato su processori Power BQC a 16 core con clock a 1,6 GHz e processo produttivo a 45 nanometri, per un totale di 1,5 milioni di core di computazione e un peso totale stimato nell’equivalente di 30 elefanti. Le performance raggiunte dal mastodonte sono di 16,3 petaFLOPS, vale a dire pari al 150 per cento di quelle ottenute in precedenza dal supercomputer modulare giapponese “K” (10,5 petaFLOP).Costruito nei pressi del Lawrence Livermore National Laboratory e raffreddato interamente a liquido, Sequoia rappresenta in qualche modo la “rivincita” di IBM e della sua storica architettura di supercomputer BlueGene: nella precedente classifica Top500 Big Blue era assente dai primi 10, mentre nella nuova lista ce ne sono addirittura quattro.Per quanto riguarda il campo di applicazione primario del nuovo super-supercomputer, gli esperti statunitensi lo impiegheranno per simulare esplosioni e detonazioni atomiche con un livello di dettaglio sin qui mai raggiunto: un modo economico e sicuro per continuare a detenere la “superiorità” dell’arma atomica anche a distanza di 20 anni dalla messa al bando dei test dal vivo.

Oltre a IBM, nella nuova Top500 primeggia anche Linux: i sistemi operativi basati sul kernel del Pinguino girano su 462 dei 500 supercomputer classificati, i sistemi che impiegano Microsoft Windows sono solo 2 e il resto adotta Unix o una combinazione dei suddetti.

E Intel? Anche se non conquista la vetta, Santa Clara è abbondantemente rappresentata dai supersistemi della classifica Top500 con i suoi processori Xeon. E pensa al futuro, ovverosia a un nuovo chip (Xeon Phi) da 50 core progettato per rispondere alle esigenze di un mercato in espansione. Il numero dei supercomputer adottati negli ambiti più disparati è in piena crescita, spiega Intel, ed è basato su CPU Xeon anche il supercomputer “economico” che è stato fornito a Stephen Hawking per le sue ricerche in campo astrofisico.