Tablet: perché li usiamo?

Pubblicato il 6 Luglio 2012 · Categoria IT News

Secondo una recente indagine Gartner le persone hanno iniziato rapidamente a utilizzare i tablet per le proprie attività quotidiane.

La ricerca ha individuato che le attività che più si sono spostate da PC a tablet sono: 81% controllare le email, 69% leggere le news, 63% controllare le previsioni del tempo, 62% social networking e 60% gaming.
Gartner ha condotto la survey alla fine del 2011 in USA, Gran Bretagna e Australia per comprendere come gli early adopter di tablet usino i propri device personali. La ricerca prevedeva un diario online in cui gli intervistati dovevano registrare per 7 giorni cosa facevano con tre dei loro device più usati (tablet, cellulari e PC fissi o portatili).

«La rapida adozione dei tablet sta sostanzialmente cambiando la modalità con cui gli utenti accedono, creano e condividono i contenuti» ha dichiarato Carolina Milanesi, research vice president di Gartner. «La ricerca mostra che più del 50% dei possessori di tablet preferisce leggere news, giornali e libri sullo schermo rispetto alla classica carta. In media una persona su tre usa il proprio tablet per leggere libri, rispetto al 13% che preferisce farlo sul Portatile e al 7% che lo fa su cellulare».

Ad oggi, il passaggio definitivo dalla carta allo schermo non è ancora avvenuto. «Non crediamo che il ‘paperless home’ prevarrà, ma è chiaro che il modello ‘less-paper’ è una nuova realtà» ha spiegato Meike Escherich, principal research analyst di Gartner.
«La convergenza in atto fra device prima distinti sembra stia mutando il mercato da hardware-centrico a usage-centrico» ha dichiarato Ms Escherich. Oltre ai propri tablet, la maggior parte degli intervistati possiede anche PC, TV e cellulari. Le persone prese in esame, early adopter di tablet, dichiarano di utilizzare device multipli intercambiabilmente, invece di sostituire un device per un altro. Sembra che la tendenza sia di utilizzare il primo device che si trova a portata di mano o all’opposto il più conveniente in un particolare momento per una specifica azione. Comunque, gli intervistati usano i loro PC, fissi o portatili, il 20% in meno nei weekend.
La ricerca ha confermato che la ragione principale per cui si acquista un tablet è il formato. Nello specifico, gli intervistati possegono un tablet, preferito al PC, per la sua convenienza, piccole dimensioni e peso ridotto. E’ inoltre emerso che il 45% delle persone non presta, salvo rare occasioni, il proprio device. Ciò conferma che il tablet è principalmente un device personale come il cellulare in termini di uso e abitudini.

Il cellulare è il device più utilizzato durante il giorno.
«Il cellulare è il device più personale in mano agli utenti e permette molte attività private» ha dichiarato Annette Zimmermann, direttore di ricerca e analisi in Gartner. «E’ lo stumento più utilizzato dagli intervistati durante il giorno, in media viene utilizzato 8 volte al giorno per azioni che necessitano di connettività. Il tablet invece viene utilizzato 2 volte al giorno e 3 volte il Portatile».
I cellulari sono utilizzati sia in casa che fuori. Il 65% lo usa fuori di casa o quando si sta spostando mentre il 66% lo usa a lavoro. Questi numeri confermano lo scenario previsto da Gartner per l’uso di schermi domestici oggi e nel futuro: nonostante la TV rimanga il più grande schermo in salotto, deve competere con altri device dagli schermi più piccoli, spesso usati simultaneamente, poiché la tendenza è quella di accedere in modo complementare a servizi differenti.
Tra tutte le attività svolte su internet, controllare email (74%) e social networking (57%) sono le più comuni tramite cellulare. Il gaming è al quarto posto (42%), e sembra molto più popolare del leggere notizie (40%) e ascoltare musica (40%). Guardare live TV rimane una pratica limitata fra gli utenti di cellulare (5%), ma i contenuti on-demand hanno guiadagnato un certo margine (15%).

Altre informazioni sono disponibili nel report  “Survey Analysis: Early Tablet Adopters and Their Daily Use of Connected Devices.” 

Tratto da: Data Manager Online